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Il processo – Franz Kafka

Posted on | aprile 2, 2007 | 10 Comments

Il processo

Qualcuno doveva aver calunniato Josef K., poiché un mattino, senza che avesse fatto nulla di male, egli fu arrestato. La cuoca della sua affittacamere, cioè della signora Grubach, che ogni mattino verso le otto gli portava la prima colazione, quel giorno non venne. Era la prima volta che una cosa simile capitava. K. aspettò un poco; col capo appoggiato al guanciale, notò che la vecchietta sua dirimpettaia lo osservava con una curiosità per lei del tutto inconsueta, ma poi, deluso ed affamato ad un tempo, si decise a suonare il campanello. Subito bussarono alla porta, ed entrò un uomo che in quella casa K. non aveva mai visto prima. Era di corporatura snella, ma robusta, e portava un vestito nero ed attillato che, come certi abiti da viaggio, era munito di varie pieghe, tasche, fibbie, bottoni, e di una cintura, e che quindi aveva un aspetto particolarmente pratico, benché non si capisse bene a che cosa dovesse servire. –Chi è lei?- chiese K., levandosi a sedere nel letto; ma l’uomo eluse la domanda, come se la sua venuta fosse una faccenda scontata…

Così ha inizio Il processo di Franz Kafka.
Una mattina come tante altre il procuratore di banca K. riceve un strana notifica di arresto da parte di due signori. Pensa subito che si tratta di un errore e che è conveniente intervenire per risolvere lo spiacevole malinteso. Ma quando il protagonista si addentra in questa vicenda si rende conto di quanto quell’accusa sia vera e di come sia impossibile arrivare ad una soluzione. Le aule di tribunale che si trova a frequentare sono irreali e claustrofobiche. In esse si respira un’aria torbida, afosa, fosca. Questa misteriosa e gigantesca organizzazione giudiziaria, i cui uffici si trovano per lo più agli ultimi piani o nei solai di misere case, comincia a farlo sentire indifeso, fragile e infine colpevole. K. non conosce il capo d’accusa e non lo conoscerà mai. Forse è ignoto persino al tribunale. Pian piano il protagonista non riesce più a vivere la sua vita, a pensare a se stesso, alle sue relazioni personali, alla sua carriera.
Intorno a K. ruotano personaggi misteriosi e bizzarri che non fanno altro che acuire il senso di disagio e di annichilimento cui porta il vortice della burocrazia. Il quadro che ne viene fuori è disperato e inquietante, assurdo e incomprensibile.
Fu pubblicato postumo nel 1925. Kafka considera l’uomo sempre colpevole, condannato da una giustizia misteriosa, amministrata da una burocrazia sordida e meschina. Si può essere perseguiti per una colpa non commessa e perfino ignorata? Si può portare vergogna per essa?

Beffardo, enigmatico, asfissiante, misterioso sono solo alcuni degli aggettivi che mi vengono in mente. Saturo d’infelicità e di poesia.

www.my-libraryblog.com

Comments

10 Responses to “Il processo – Franz Kafka”

  1. otto
    gennaio 17th, 2008 @ 6:28 pm

    Ho dato da leggere Il processo a 6 miei alunni di quinta Ipsia.
    E’ accaduto stamattina: ridevano e scherzavano mentre cercavo di spiegare il testo.
    Kafka è eccezionale, è rivoluzionario, non è piacevole da leggere, ma è da capire e da meditare.
    Ps. da sadico, la ricerca devono portarla il 14 febbraio. Ovviamente cercheranno recensioni per evitarsi il problema. Chissà che non caschino qui!

  2. daniela
    maggio 7th, 2008 @ 5:48 pm

    sto leggendo questo libro, perchè dovendo portare la magistratura come argomento principale della tesina, mi hanno consigliato di allegare la lettura di questo libro anche se mi è stato definito da parecchie persone un testo “pesante”…
    sinceramente non ho ancora fnito di leggerlo, ma a me non sembra poi così tanto pesante…anzi lo trovo molto interessante…

  3. andrea
    agosto 24th, 2008 @ 3:01 pm

    anche io sto leggendo questo libro, devo dire che non è molto facile da leggere, come del resto implica lo stile kafkiano, però è molto interessante e va letto con un’ottica particolare se si vuole capirne il significato..

  4. Lucia
    agosto 26th, 2008 @ 3:18 pm

    Sono tra il terzo e il quarto anno di liceo, e quest’estate mi son letta ‘Il processo’, anche se molti me lo sconsigliavano, reputandolo troppo pesante. Io, personalmente, l’ho trovato a dir poco edificante. Ottima lettura.

  5. Onerom
    febbraio 26th, 2009 @ 4:05 pm

    Lo sto leggendo anch’io, e come volti di voi non lo trovo per nulla pesante o difficile.

    Anzi, è molto coinvolgente, il personaggio principale, nella sua tragicomicità, acquista presto la simpatia e la solidarietà del lettore.

    In fondo siamo un po’ tutti Josef K.

  6. marinella
    giugno 6th, 2009 @ 8:45 pm

    Ho dato da leggere Il processo a 6 miei alunni di quinta Ipsia.
    E’ accaduto stamattina: ridevano e scherzavano mentre cercavo di spiegare il testo.
    Kafka è eccezionale, è rivoluzionario, non è piacevole da leggere, ma è da capire e da meditare.
    Ps. da sadico, la ricerca devono portarla il 14 febbraio. Ovviamente cercheranno recensioni per evitarsi il problema. Chissà che non caschino qui!

    Mio vate e scrittore preferito, penso di Kafka che non solo la Sua lettura sia piacevole ma persino sublime! Lei, caro professore, fa bene a consigliarlo ai Suoi alunni perchè i ragazzi di solito non hanno i pregiudizi di noi adulti e Il processo va appunto letto così. Se posso dare un consiglio, non li obblighi a leggerlo, lo devono volere!

    Ho dato da leggere Il processo a 6 miei alunni di quinta Ipsia.
    E’ accaduto stamattina: ridevano e scherzavano mentre cercavo di spiegare il testo.
    Kafka è eccezionale, è rivoluzionario, non è piacevole da leggere, ma è da capire e da meditare.
    Ps. da sadico, la ricerca devono portarla il 14 febbraio. Ovviamente cercheranno recensioni per evitarsi il problema. Chissà che non caschino qui!

  7. stefano
    giugno 22nd, 2009 @ 5:14 pm

    Da buoni europei però leggetelo in tedesco. La lingua originale è impareggiabile in un qualsiasi (sedicente, in questo caso) capolavoro.

  8. miki
    settembre 14th, 2009 @ 12:00 pm

    ho finito il libro questa mattina, libro consigliato dalla prof di lettere… =)

    stupendo, tragico, claustrofobico, ma intenso come pochi…
    un processo bugiardo, ma reale. Un imputato colpevole, ma innocente, vittima di un sistema inaccessibile, triste specchio di ciò che siamo.

    un capolavoro che consiglio a chiunque sia disposto a mettere alla prova i limiti del proprio intelletto.

  9. Lello
    febbraio 13th, 2010 @ 7:43 pm

    Ho appena finito di ascoltare l’audiobook, letto da Roberto Pedicini.
    Sono rimasto interdetto dal finale quanto affascinato dalla straordinaria capacità dell’autore di farsi seguire nella vicenda, ammaliando il lettore con l’invenzione paradossale, la presentazione di personaggi tanto improbabili quanto follemente coerenti. E’ a tratti persino comico, tanto che viene spesso da chiedersi <>.
    Il finale è angosciante, quasi impossibile! Deludente, direi. Perchè ci si aspetta di scoprire di più ed invece non c’è niente più! Mah!

  10. Raffaele
    settembre 16th, 2010 @ 1:45 am

    Semplicemente fantastico. Avevo già letto i racconti di Kafka, ma il processo è superiore. Come K. ci troviamo in un mondo che appare quasi estraneo alla nostra esistenza. Ci viviamo eppure esso ci ignora, proviamo a esprimere le nostre idee e siamo ignorati da un sistema gerarchico(sia lavoro sia nella politica) ,combattiamo per lasciare un segno della nostra esistenza ed esso ci abbatte; ma la cosa che più ci rattrista e l’accorgerci che vi sono sempre più Huld, Alfred,Grubach e meno Josef. Questo è ciò che ha trasmesso alla mia mente e soprattuto al mio cuore questo capolavoro, destinato ad essere letto da tutti e realmente compreso da pochi.

    Per Lello: ti dirò che sarebbe bastato cambiare il finale per rendere quest’opera deludente. Se tutto fosse stato chiarito, se non fosse trasmesso questo continuo senso di angoscia da parte dell’ autore e se K. avesse trionfato, allora probabilmente il significato non sarebbe stato lo stesso, probabilmente non sarebbe stato Kafka a scrivere.

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