Kitchen - Banana Yoshimoto
March 22nd, 2007 by Antonella
Con questo romanzo, nel 1988, Banana Yoshimoto si è imposta all’attenzione del pubblico italiano mostrando un’immagine del Giappone completamente sconosciuta agli occidentali, con un linguaggio fresco e originale che vuole essere una rielaborazione letteraria dello stile dei fumetti manga. Ebbe un successo immediato con oltre 60 ristampe nel solo Giappone e vinse il 6th Kaien Newcomer Writers Prize. Parla della solitudine giovanile. La cucina è il simbolo della ricerca di protezione e di calore della protagonista. Un rifugio, scenario di confessioni, di ricordi e di angosce. Una metafora della faticosa ricerca della dimensione familiare perduta, ma sempre desiderata.
“Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po’ meglio che pensare che sono rimasta proprio sola. Nei momenti in cui sono molto stanca, mi succede spesso di fantasticare. Penso che quando verrà il momento di morire, vorrei che fosse in cucina. Che io mi trovi da sola in un posto freddo, o al caldo insieme a qualcuno, mi piacerebbe poterlo affrontare senza paura. Magari fosse in cucina!”
Mikage e Yuichi con la loro convivenza inaspettata, con una famiglia da inventare e la paura di cadere nuovamente nella morsa di un destino infausto sono i personaggi principali. E’ un libro malinconico ed emozionante da cui emerge la capacità dell’autrice di trattare temi complessi come la morte e la sofferenza in maniera stravagante, agile e per certi versi pacata. La Yoshimoto ha attinto con successo i suggerimenti di una letteratura popolare come il fumetto creando situazioni strane, paradossali, ambigue e descrivendole con dialoghi disinvolti, spigliati e giovani. A chi volesse leggerlo solo l’avvertenza di tenere bene in considerazione la diversità della cultura europea da quella giapponese. Lo si odia o lo si ama; non ci sono vie di mezzo.
kitchen è un libro fantastico.. nn si riesce a smettere di leggerlo perchè si è in continua ricerca del vero significato! la storia è particolare, nonchè originale e emozionante..
il lessico è semplice, scorrevole e dunque facilmente comprensibile, anche la struttura sintattica è abbastanza facile.. forse un po troppo lontana da quella tipicamente europea, ma ugualmente coinvolgente.
un libro in cui la concezione spazio temporale è totalmente assente, un libro ancora nuovo e discutibile, un libro che nn puo assolutamente passare inosservato, sebbene possa esser anche spunto di riflessioni negative..
il mio voto? un bel 9!
leggetelo…!!
di sicuro ne sarete entusiasti..
Baci a ttt gli amanti delle buone letture:)!
.. sn sempre io… e mi scuso cn tutti per aver combinato questo bel casino nei commenti….!
Ciao Giulietta, è bastato un “click” ed è andato tutto a posto
Grazie mille per la visita ed il commento!!!!
ANCHE IO L’HO LETTO SOLO CHE NON HO CAPITO MOLTO BENE COME SI SVILUPPA LA TRAMA E SONO CONFUSO QLKNO ME LO SPEGA X FAVORE???
Ho trovato piuttosto deludente questo libro della Yoshimoto, dopo essere rimasta affascinata dalle sensazioni di dolce malinconia che mi hanno regalato ARCOBALENO, PRESAGIO TRISTE e AMRITA, davvero particolari….
non l ho mai letto questo libro ma di yoshimoto ho letto honeymoon spero non sia cm quello…. altr notte..
Il libro è decisamente TROPPO semplice e il linguaggio infantile… senza contare che la scrittrice ci riesce proprio bene a immedesimarsi nello stile dei manga: io un “libro” di 100 pagine più che un romanzo lo definirei proprio un fumetto! E comunque la via di mezzo fra l’odio e l’amore del libro c’è… la totale indifferenza!
Sei tu ad essere infantile. Fai parte delle classiche persone che criticano i fumetti ritenendoli roba da bambini semplicemente perchè non cè un’uso troppo approfondito del linguaggio. Che poi non è vero neanche questo. Se poi ti sei fermata a leggere topolino o braccio di ferro il marinar, il tuo è solo un pregiudizio: ci sono dei manga giapponesi fatti benissimo, che grazie a delle immagini milto ricercate, a cui vengono affiancate delle parole, trasmettono sensazioni bellissime e sanno raccontare a volte in maniera più diretta certe vicende e stati d’animo. La Yoshimoto si ispira a questo stile non per guadagnarsi un pubblico più vasto credendo di far leva sui giovani o chissà chi, ma per narrare storie tutt’altro che banali o infantili, con un’ analisi psicologica di un certo spessore, evocando nella mente del lettore , proprio con lo stile manga della sua terra natale, immagini di azioni, paesaggi e sentimenti con una perizia e una precisione quasi inverosimili. E poi è in grado di creare un’empatia pazzesca.
Tutto questo attraverso una pura semplicità che a mio avviso non cade mai nella vacuità.
P.S.:consiglio: leggiti qualche manga d’autore!
Non brutto, molto scorrevole ma non mi ha colpita particolarmente.
Devo dire di essere d’accordo con Frank…ci sono manga davvero molto significativi(credetemi sono una lettrice accanita) questo libro non ho avuto ancora opportunità di leggerlo ma secondo me sarà un’esperienza altamente stimolante…
bella recensione, a me personalmente il libro piace molto!!!
Sarà per lo stile non tipicamente europeo, sarà per la storia, ma a me il libro è piaciuto moltissimo.
La concezione del tempo non esiste, tutto si concentra sulle sensazioni, sulle emozioni, sui sentimenti dei protagonisti. Questo rende il libro profondo e coinvolgente nonostante la struttura sintattica molto semplice, che però come ho già detto, non è tipicamente europea, ma a mio parere è piu’ coinvolgente e intenso. Un altro fattore che rende il libro unico, è la trama insolita e particolare.
Leggetelo! (:
Struttura semplice e scorrevole . Storia facile da capire . Unico difetto : il titolo .
BANANA è fantastica!!!!!Riesce a farti riflettere sulle tematiche più profonde anche con un pizzico di ironia!
Non sono d’accordo. E’ lo stile giapponese, che è completamente diverso da qulello europeo. Bisogna entrare nel libro con una prospettiva diversa. ciao!
bello soprattutto perchè si concentra sulle emozioni dei personaggi anche se lo stile manga non mi entusiasma.
Comunque molto scorrevole e veloce da leggere