
Con questo romanzo, nel 1988, Banana Yoshimoto si è imposta all’attenzione del pubblico italiano mostrando un’immagine del Giappone completamente sconosciuta agli occidentali, con un linguaggio fresco e originale che vuole essere una rielaborazione letteraria dello stile dei fumetti manga. Ebbe un successo immediato con oltre 60 ristampe nel solo Giappone e vinse il 6th Kaien Newcomer Writers Prize. Parla della solitudine giovanile. La cucina è il simbolo della ricerca di protezione e di calore della protagonista. Un rifugio, scenario di confessioni, di ricordi e di angosce. Una metafora della faticosa ricerca della dimensione familiare perduta, ma sempre desiderata.
“Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po’ meglio che pensare che sono rimasta proprio sola. Nei momenti in cui sono molto stanca, mi succede spesso di fantasticare. Penso che quando verrà il momento di morire, vorrei che fosse in cucina. Che io mi trovi da sola in un posto freddo, o al caldo insieme a qualcuno, mi piacerebbe poterlo affrontare senza paura. Magari fosse in cucina!”
Mikage e Yuichi con la loro convivenza inaspettata, con una famiglia da inventare e la paura di cadere nuovamente nella morsa di un destino infausto sono i personaggi principali. E’ un libro malinconico ed emozionante da cui emerge la capacità dell’autrice di trattare temi complessi come la morte e la sofferenza in maniera stravagante, agile e per certi versi pacata. La Yoshimoto ha attinto con successo i suggerimenti di una letteratura popolare come il fumetto creando situazioni strane, paradossali, ambigue e descrivendole con dialoghi disinvolti, spigliati e giovani. A chi volesse leggerlo solo l’avvertenza di tenere bene in considerazione la diversità della cultura europea da quella giapponese. Lo si odia o lo si ama; non ci sono vie di mezzo.
Libri
riassunti, recensioni, commenti e vendita di libri..
Comments
bella recensione, a me personalmente il libro piace molto!!!
Sarà per lo stile non tipicamente europeo, sarà per la storia, ma a me il libro è piaciuto moltissimo.
La concezione del tempo non esiste, tutto si concentra sulle sensazioni, sulle emozioni, sui sentimenti dei protagonisti. Questo rende il libro profondo e coinvolgente nonostante la struttura sintattica molto semplice, che però come ho già detto, non è tipicamente europea, ma a mio parere è piu’ coinvolgente e intenso. Un altro fattore che rende il libro unico, è la trama insolita e particolare.
Leggetelo! (:
Struttura semplice e scorrevole . Storia facile da capire . Unico difetto : il titolo .
BANANA è fantastica!!!!!Riesce a farti riflettere sulle tematiche più profonde anche con un pizzico di ironia!
Non sono d’accordo. E’ lo stile giapponese, che è completamente diverso da qulello europeo. Bisogna entrare nel libro con una prospettiva diversa. ciao!
bello soprattutto perchè si concentra sulle emozioni dei personaggi anche se lo stile manga non mi entusiasma.
Comunque molto scorrevole e veloce da leggere
E’ l’unico testo della scrittrice giapponese che abbia letto. Volevo dare un assaggio (è molto breve), e devo dire che mi ha colpito la delicatezza con cui sono tratteggiati i personaggi. Ottima lettura. Prima o poi leggerò altri testi della Yoshimoto. Qualche consiglio?
non c’è proprio nulla da fare: io amo, amo AMO i suoi libri! rimango incollata alle pagine dalla prima all’ultima. Ci fa sognare, utilizzando un linguaggio semplice, privo di tutti quei fronzoli inutili che si trovano di solito nei libri. Ogni storia è bellissima, scritta in modo diretto tanto da arrivare al cuore di ogni lettore. Quando leggo un suo libro entro completamente nella storia, in un altro mondo! mi fa riflettere, sorridere e piangere! quanto ho pianto per i suoi libri.. non so come definirla se non FANTASTICA
[...] con una pretesa di trovare il romanzo della vita. Tuttavia, come già dal primo da lei pubblicato, Kitchen, è in cima alle classifiche proprio per questa semplicità [...]