
E’ il romanzo maggiormente conosciuto di Giovanni Verga e va inserito nel più ampio e articolato progetto del Ciclo dei Vinti insieme a Mastro Don Gesualdo, La Duchessa di Leyra, L’Onorevole Scipioni e L’uomo di lusso. In essi Verga, considerato il più grande dei nostri scrittori veristi, vuole rappresentare i desideri che spingono gli uomini a cambiare stato sociale, a migliorare le proprie condizioni di vita e dunque in generale il problema del progresso. Due i temi principali de I Malavoglia: l’attaccamento alla famiglia, al focolare domestico e l’importanza della roba intesa come beni, possedimenti e ricchezze.
La storia si svolge alla fine del 1800 nel piccolo paese siciliano di Aci Trezza, all’indomani dell’unità d’Italia. Il paese, con le sue attività agricole o marittime, è proprio lo sfondo ideale per rappresentare la condizione dei personaggi imprigionati in una fascia economica da cui è impossibile uscire. Le classi più umili sono travolte dal progresso e soccombono perdendo le antiche usanze, i valori tradizionali e senza riuscire ad adeguarsi alla società moderna.
La famiglia Toscano, conosciuta come i Malavoglia, erano tutti buona e brava gente di mare, proprio all’opposto di quel che sembrava dal nomignolo. Quando il giovane ‘Ntoni parte per la leva militare, il nonno padron ‘Ntoni, tenta un affare acquistando a credito un carico di lupini da trasportare sulla Provvidenza, la loro barca. Ma un naufragio provoca la morte di Bastianazzo, figlio di padron ‘Ntoni, e la perdita dei lupini. Alla famiglia rimane perciò il debito della merce perduta. Questo l’inizio di una catena di disgrazie che coinvolgerà tutti i componenti della famiglia.
Verga, nella prefazione del libro, parla proprio della rottura di un equilibrio dato dalla tradizione immobile e abitudinaria di una famiglia semplice a causa dell’irrompere della fiumana del progresso. Quando il giovane ‘Ntoni lascia il focolare domestico perché disgustato dalle condizioni estreme di un’esistenza il cui peso non riesce a sopportare, getta l’intera famiglia nel tormento, lasciando la sensazione che valori come la casa, la famiglia, l’onestà e l’onore, da sempre perseguiti, non abbiano più ragion d’essere.
Tra il romanzo e l’autore non si percepisce alcun filo; Verga non si intromette nella narrazione e lascia spazio alla tecnica impersonale e al suo pessimismo di ateo considerando i privilegi dello spirito religioso senza alcun valore consolatorio. Il linguaggio schietto, diretto e colorito delle persone umili è efficacissimo. Il mondo arcaico, irrimediabilmente sconfitto dall’avvento dell’era moderna, ha una voce udibile ancora oggi attraverso i simboli della saggezza di una generazione passata e attraverso una storia che è regionale e universale allo stesso tempo.
A volte credo che sia un peccato che questo libro si debba leggere a scuola, perché è difficile apprezzare il valore di una lettura quando essa è imposta. Ed è triste pensare che un capolavoro come i Malavoglia sia incompreso o ignorato o maltrattato da giovani menti solo perché viene assegnato come compito a casa.
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Comments
1) ahaah inizia dalla prima pagina!!!
2) non ti vantare troppo che sai leggere veloce eh??!!
Sono d’accordo con te quando dici che è un peccato che questo libro di deba leggere a scuola perchè non solo gli studenti non riescono ad apprezzarlo, ma inoltre i testi da leggere sono così tanti che non c’ tempo di approffondire.
Poi, bisogna considerare che il tema è sempre attuale!
Ho 13 anni e per gli esami ho dovuto portare Verga. Anch’io se non avessi letto questa recensione non sarei riuscito a capirlo!!
Il libro è un pò noioso all’inizio ma poi ti prende…solo che…ora che cavolo ci scrivo nella relazione
?
sto libro è una noia
Questo libro è a dir poco fantastico e abbastanza divertente, soprattutto quando cita dei proverbi. Io sto leggendo questo libro, poichè assegnato dalla mia prof, e credo che sia molto bello ed interessante. Io lo consiglierei a tutti, di qualsiasi età perchè è divertente!!
Un insegnante, in particolare di italiano, dovrebbe educare i suoi alunni anche al gusto del bello, dunque trovo ridicolo che con quanti romanzi che sono stati scritti, siamo tutti qui a leggere i Malavoglia, la grande letteratura italiana… invece di romanzi per cui valga la pena fare un po’ di fatica e servirebbe la guida di un professore (es. Delitto e Castigo).
A mio parere Giovanni Verga è analfabeta.
A mio parere i Malavoglia sono uno di quei libri che tutti ritengono di odiare, proprio perchè fa parte della categoria dei classici dei quali viene imposta la lettura durante gli anni scolastici.
Frequento la quinta superiore, ed ovviamente anche a me è stato “imposto” di leggerlo durante le vacanze natalizie e, sinceramente ho provato ad iniziarlo, ma proprio non ci riesco, mi risulta pesante. Pur avendo studiato la poetica del Verga, credo che un libro che non offra una via di fuga ai protagonisti non faccia del tutto per me, anche se capisco che come esponente del Verismo, quello che Verga cerca di fare è quella di raccontare la nuda e cruda reltà della Sicilia dimenticata.
Verga nn n’aveva chi fari.. -.-”
RAGA….ORA DEVO FARE LA RECENZIONE SUI MALAVOGLIA….E DICIAMO CHE SU QST ME LA CAVO…E LE MIE CONSIDERAZIONIIIIIII……..????????????COSA SCRIVO….?CAVOLO QST LIBRO NN MI E PIACIUTO X NNT…CHE P***E……=(
ps:SONO STATA COSTRETTA ANCHE IO A LEGGERLO PER LA SCUOLA……..BACI SUSY