Il codice da Vinci

recensione e commento del libro

Il codice da Vinci

Jacques Saunière, famoso curatore del Louvre, viene brutalmente colpito durante una notte all’interno dello stesso museo parigino. In un ultimo gesto disperato, l’uomo di settantasei anni, si aggrappa ad un dipinto di Caravaggio e fa scattare l’allarme. La pesante saracinesca di ferro viene immediatamente giù, bloccando l’ingresso al suo inseguitore. Gli ultimi minuti di vita, Saunière li impiega per togliersi i vestiti, distendersi sul pavimento e disporsi come il celeberrimo disegno di Leonardo Da Vinci, l’uomo di Vitruvio. Quando giungono i primi soccorritori si trovano davanti ad una scena agghiacciante: vicino al corpo nudo senza vita alcuni numeri e un nome: Robert Langdon.
Così ha inizio il thriller dai risvolti esoterici che ha suscitato numerosissime polemiche e che è diventato un fenomeno editoriale tradotto in quarantaquattro lingue e con oltre quaranta milioni di copie vendute. L’idea di fondo della storia è che la chiave del segreto del Graal, che la Chiesa si è prodigata a nascondere attraverso “la più grande opera di insabbiamento della storia”, sia da ricercare nell’allusivo linguaggio della pittura. Tra realtà e fantasia Dan Brown riesce a rapire e a coinvolgere, costruendo una trama incalzante e avvincente grazie all’utilizzo dei simbolismi della religione e dell’arte. Molti studiosi hanno criticato questo libro a causa delle senza dubbio imprecise ricostruzioni storiche, documentali e artistiche. Ed anche molti critici hanno sostenuto che le idee principali del libro siano state tratte da opere precedenti e meno famose. Una di queste è il saggio Il Santo Graal di Michael Baigent e Richard Leigh i quali hanno perfino citato Dan Brown in tribunale per plagio. La controversia giudiziaria si è conclusa a favore di Brown, stabilendo che Il codice da Vinci pur riprendendo alcuni elementi dell’opera dei due storici, non è stato copiato. Una curiosità: forse uno dei personaggi del romanzo, lo storico Leigh Teabing, è stato scelto utilizzando il cognome di Richard Leigh e l’anagramma del cognome di Michael Baigent.

Io credo che tutte le critiche, anche quelle più aspre, siano motivate dal desiderio di contestarne il contenuto, dall’enorme diffusione che il libro ha avuto e dall’importanza della Chiesa e del Cristianesimo. E credo inoltre che, mentre siano assolutamente comprensibili quelle che provengono dal mondo cattolico a causa del riaccendersi del dibattito sull’attendibilità dei vangeli, non lo siano invece quelle degli altri studiosi o presunti tali. Il Codici da Vinci è solo una storia, non un libro di storia; è un romanzo in cui finzione e realtà possono più o meno intrecciarsi a seconda della fantasia, della capacità narrativa, della volontà di stupire e far parlare di sé dell’autore, non un saggio con la presunzione di portare alla luce verità storiche e di documentare avvenimenti accaduti duemila anni fa. Si è scatenata una caccia all’errore senza precedenti. E’ veramente il caso di dire “Tanto rumore per nulla”. E’ un bel libro, scorrevole e intrigante al punto giusto, può farti trascorrere qualche ora piacevole e forse può portare a qualche riflessione più o meno profonda. Cosa volere di più? Moltissimi lo hanno letto; chi non lo ha fatto non si lasci condizionare troppo dai commenti negativi o al contrario entusiastici. Ognuno si faccia una personalissima opinione. Un libro è proprio questo: uno stimolo al ragionamento e alla riflessione; a volte divertimento, evasione e svago. Lo si legga e lo si prenda per quello che è: una storia.

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20 commenti su “Il codice da Vinci - Dan Brown”

  1. on 13 Mar 2007 alle 11:34 pmbenedetto
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    Ho trovato il libro ben costruito, in fondo forse anche un po` costruito a tavolino. Ad essere sincero pur essendo laico, anzi quasi agnostico, ho trovato poco originale la trovata di pizzicare quella che sembra un argomento tabu` da 2000 anni : la verginita` di gesu`.
    cosa dire di piu` ? se si intende per letteratura intrattenimento e prodotto anche per il mercato, questo e` l`esempio ideale. se invece per letteratura si intende soprattutto riflessione e arrichimento spirituale, probabilmente credo sia meglio leggere il Rosso e il Nero, oppure i Fratelli karamazov.

  2. on 15 Mar 2007 alle 2:39 pmmarco
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    Concordo sul giudizio ; l’ho letto perchè non avevo voglia di iniziare qualcosa di “impegnato” con dei pregiudizi, ma alla fine è un libro divertente.
    Certo rispetto al libro di levi lo spessore è diverso……

  3. on 15 Mar 2007 alle 8:37 pmTatyana
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    Non l’ho letto e penso non lo leggerò.Ha ragione Benedetto: non è originale il tentativo di insinuare una relazione amorosa e sensuale tra Gesù e la Maddalena. Ci aveva già pensato un mascalzone qualche secolo fa imbastendo una storia che si intrecciava con la leggenda del Santo Grall (il sang real della discendenza di Cristo). Il mascalzone aveva confezionato anche dei documenti falsi. Per un po’ gli è andata bene, ma è stato presto smascherato.
    Comunque si sa…il gossip fa vendere!

  4. on 07 Jun 2007 alle 8:47 pmclaudia
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    un libro mediocre,trovo che il successo sia dovuto semplicemente al fatto che abbia fatto scandalo all’interno della chiesa.nient’altro.costruitobenino,lineare,ma troppo semplice per i miei gusti,gli eventi si susseguono con una velocità incredibile senza dare il tempo di smaltire ciò che si è letto nelle pagine precedenti.Io non l’ho apprezzat per questo.Ho trovato comunque esagerato che la chiesa abbia avuto una tale reazione nei confronti di questo libro.

  5. on 12 Jun 2007 alle 5:46 pmpaolaz
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    ho trovato il libro leggibile, ma poco originale. anche se ha creato grande scalpore riprende teorie già espresse da altri. In particolare alcuni saggi sull’argomento sviscerano l’argomento in modo molto esauriente. la novità sta solo nell’aver trasformato il tutto in un romanzo.

  6. on 12 Aug 2007 alle 12:25 amFabio
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    Ottimo libro da leggere sotto l’ombrellone.. ricordando però che si tratta pur sempre di un racconto

  7. on 19 Oct 2007 alle 10:36 amAngela
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    Questo libro è una bestemmia contro Dio.

  8. on 09 Dec 2007 alle 12:55 pmgiulia
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    be io l ho trovato un bel libro.. miolto meglio del film….

  9. on 26 Dec 2007 alle 8:50 amclaudio
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    se la chiesa non gli avesse fatto pubblicità il libro non se lo sarebbe filato quasi nessuno…

  10. on 29 Dec 2007 alle 8:07 pmLinda
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    Bellissimo libro. Ha fatto sicuramente scalpore ma la verità fa sempre questo effetto. Impariamo a guardare le cose come stanno e non come ci vengono proposte dalla chiesa da millenni.

  11. on 04 Jan 2008 alle 9:26 amVale
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    X Lucia. Credi ke sia invece giusto credere a un romanzo che dice un sacco di scemenze? Vai a informarti, tutto ciò ke dice è sbagliato, sia date, luoghi e fatti.

  12. on 09 Jan 2008 alle 4:19 amDiego
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    Il problema centrale del discorso resteranno sempre i bigotti e i timorati per cui la verità è il mostro da cui fuggire. E a loro mi rivolgo. Che questo sia un libro, o un film buono o cattivo non spetta a me dirlo. Così come ai cattolici non spetta dire che la verità sia diversa da ciò che il libro presenta. L’opera di Brown è un invito alla riflessione, che di per sè mina le fondamenta di ogni vostro credo, esponendo al dubbio l’assioma su cui la chiesa impera da millenni. Una riflessione che nessuno di voi ha mai avuto il tempo di fare, prima di essere battezzato e di crescere nei sagrati. Il film, o il libro, sono e restano soltanto tali: opere più o meno belle di un autore più o meno bravo. Quello su cui dovrebbe riflettere coloro che qui sopra gridano allo scandalo è il perchè della reale esistenza del Priorato di Sion, e di tutte le innegabili verità che la chiesa cattolica ha scritto col sangue innocente ella storia dell’umanità. Giudico l’interpretazione di Brown convincente, seppure, io che ho il beneficio del dubbio, non sono certo della corrispondenza alla realtà. Così come non sono mai stato certo di ciò che la chiesa mi propinava fin da quando ero bambino. Riflettere, pensare, farsi domande e trovare risposte espone al tremendo rischio di scoprire verità scomode e impegnative… Molto meglio delegare con l’ipocrisia el’indifferenza l’impegno di pensare al nostro futuro a coloro che hanno già condizionato il nostro passato… vero?
    Pensate, gente… Pensate!

  13. on 13 Jan 2008 alle 11:58 pmMarco
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    Per Linda: intendi, davvero, dire che la verità è scritta sul “Codice Da Vinci”? Intendi davvero dire che non è scritta sulla Bibbia? Bene, se allora intendi questo, credo proprio che tu debba riordinare le idee e provare a ripensare con attenzione a ciò che supponi… 2008 anni fa Gesù Cristo dava la vita per la nostra Salvezza e a me non va di sentir dire tali eresia sulla Sua vita… Che la gente ci creda o no, non possiamo negare la Sua esistenza…

  14. on 21 Jan 2008 alle 2:46 pmPaola
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    sono daccordo con Linda. poi la chiesa sapete quanta roba inventata ci dice!non ne avete neanche idea

  15. on 01 Mar 2008 alle 9:50 ammadelaine
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    un libro molto bello non c’è che dire….è molto coinvolgente io ve lo consiglio ma non credete a tutto ciò che è scritto su quelle pagine perchè è solo una storia tutto qua…cmq molto bello per passare il tempo

  16. on 10 Mar 2008 alle 10:11 ammassie
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    E’ inutile continuare a prendersela!! E’ un bel racconto e bisogna pensare che non vuole essere un’accusa!

  17. on 13 Apr 2008 alle 8:26 pmCRI
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    Bellissimo libro. Ha fatto sicuramente scalpore ma la verità fa sempre questo effetto. Impariamo a guardare le cose come stanno e non come ci vengono proposte dalla chiesa da millenni.

    SVEGLIA LINDA APRI GLI OCCHI

  18. on 23 Apr 2008 alle 7:14 pmCARMEN
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    IO HO LETTO IL LIBRO ED è STATO UNA COSA FANTASTICA ED HO VISTO ANKE IL FILM ED è STATO MOLTO BELLO .CMQ DOPO UTTO è UNA STORIA MOLTO BELLA E COMMOVENTE E POI SI SCOPRE KE MARIA MADDALENA SIA LA MOGLIE DI GESù E QUESTO è UN FATTO STRAORDINARIO ………………………………………………………………………………………..

  19. on 24 Apr 2008 alle 9:58 pmGiorgio
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    Ho letto tutti i libri di Dan Brown. Questo è stato il più famoso ma, per me, il più bello di tutti è Angeli e Demoni.
    Brown scrive benissimo e questo lo sappiamo.
    L’ho letto un paio di anni fa, credo e ricordo che non vedevo l’ora di finirlo.
    Lo consiglio a chi ha letto “Biglietto di andata e ritorno” di Salvatore Paci

  20. on 07 May 2008 alle 12:44 amMichele Z.
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    Concordo con Giorgio per quanto riguarda il giudizio su Angeli e demoni ma, per quanto riguarda Biglietto di andata e ritorno credo che l’accostamento migliore sia con Angeli e demoni e non con Il codice da vinci

    ciao

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