Due di due - Andrea De Carlo
February 9th, 2007 by Antonella
“La prima volta che ho visto Guido Laremi eravamo tutti e due così magri e perplessi, così provvisori nelle nostre vite da stare a guardare come spettatori mentre quello che ci succedeva entrava a far parte del passato, schiacciato senza la minima prospettiva.” […] “Ho le mani in tasca e il bavero del cappotto alzato, e cerco disperatamente di assumere un atteggiamento di non appartenenza alla scena, anche se sono uscito dallo stesso portone e ho fatto lo stesso percorso faticoso solo un quarto d’ora prima. Ma ho quattordici anni e odio i vestiti che ho addosso, odio il mio aspetto in generale, e l’idea di essere qui in questo momento.”
Così Mario, l’io narrante di questo racconto, comincia a descrivere la storia della profonda amicizia che lo lega a Guido. Siamo a Milano, a metà degli anni settanta, anni in cui spira un vento rivoluzionario su molti paesi europei, anni caratterizzati da un aumento di ricchezza e di benessere, ma anche anni che portano alla crescita del divario tra classi sociali e all’accentuarsi del disagio e delle inquietudini soprattutto nei giovani. Ed è sullo sfondo delle proteste studentesche, delle manifestazioni, dei cortei, delle occupazioni di scuole e di università che nasce e si consolida l’amicizia tra due ragazzi profondamente diversi, ma con lo stesso bisogno di libertà, di evasione dal frastuono del mondo moderno, dagli schemi e dalle scelte “obbligate”.
Guido è carismatico, attira l’attenzione delle ragazze e la curiosità di chi lo circonda, anima le assemblee a cui partecipa con i suoi discorsi anticonformisti e anarchici, ha un modo particolare di comunicare e a volte di non comunicare. Mario ne subisce il fascino; dopo averlo conosciuto comincia a manifestare più apertamente i suoi desideri, cerca di mascherare la sua timidezza, si interessa alla politica e partecipa alle assemblee.
Guido decide di lasciare il liceo che non sopporta e comincia a viaggiare per il mondo alla ricerca di luoghi, cose e persone che lo rendano felice senza mai trovarne. Mario termina il liceo tra apatia, indecisioni e difficoltà di comprendere cosa fare della propria vita.
Mentre Guido viaggia tra Europa e Australia e America, Mario trova non senza difficoltà la sua dimensione. Decide di andare a vivere nella campagna umbra, lontano dalla ostile, grigia e rumorosa Milano. Qui riesce a placare le sue inquietudini, a costruire una casa, una famiglia e a lavorare con soddisfazione.
“Pensavo a quanto le nostre vite erano state diverse in questi anni, e anche simili in fondo, due di due possibili percorsi iniziati dallo stesso bivio.” Così si esprime Mario…
Due percorsi, due scelte, due avventure. Una straordinaria e indimenticabile amicizia che non viene distrutta dalla distanza, ma che continua ad alimentarsi con il trascorrere degli anni e nonostante i diversi modi di vivere e sentire.
Mi capita a volte di pensare a quanto sia prezioso un amico; a quanto sia di conforto in momenti disperati; a quanto possa comprenderti ed appoggiarti quando chiunque altro ti volge le spalle.
Un amico ha qualcosa di te, qualcosa che ti somiglia, ma è anche un tuo possibile modo di essere…
Forse il libro più bello di De Carlo.
Ho letto questo libro la scorsa estate su consiglio della mia prof.ssa di italiano.. devo dire che è un libro meravglioso.. De Carlo è uno scrittore eccezionale!! devo ance dire però che la prima parte scorre poco è molto lenta, infatti è stata la seconda parte ad affascinarmi di più, nel momento in ci i due ragazzi sono cresciuti.. una bella storia di una bella amicizia!! da leggere!!!
….consiglio di leggerlo a chi non ha mai avuto un progetto nella vita, un sogno da realizzare..per chi crede che questo in cui viviamo sia il solo modo possibile ..bè io credo che la storia di guido e mario sia la realizzazione di un utopia ..alcuni ci riescono come mario e si creano un mondo fatto su misura e altri come Guido si perdono..
libro bellissimo…mi è piaciuto tantissimo!!
come ha già detto “Giordana” la prima parte è lenta e poco scorrevole…secondo me si sofferma troppo su alcune cose…mentre la seconda parte è quella che mi ha più “rapita”!!
davvero…un libro fantastico..meraviglioso…tutti gli aggettivi positivi sono per questo libro!!
è veramente travolgente!!ti apre un mondo che nono pensavi che esistesse sul serio…un mondo che si basa sull’amicizia e il valore della vita!!!chi non lo legge non sa cosa si perde!!
…dopo tanto che lo ho letto chiudo gli occhi e ripenso alla magnifaca amicizia di mario e di guido…
A me il libro non è piaciuto,nè per come è scritto,nè per quello che racconta,non lo trovo interessante,non mi ha arricchita in nulla.
il tema dell’amicizia giovanile,l’ho passato anch’io,ma lasciarsi abbindolare da uno studentello che si crede di cambiare il mondo e poi non conclude nulla nella vita.. sinceramente non lo trovo particolarmente affascinante.
Una stupenda descrizione della maturità di due ragazzi che rappresentano due facce della stessa medaglia: il percorso di vita. Un libro che, dietro la sua semplicità, si interroga sui valori veri che non muoiono mai (sulla sensibilità,l’ amicizia, l’amore, l’ approccio alla vita) senza mai scadere nella retorica
per Marina: datte foco!
il libro è pazzesco
loredana.. o lorendana..
ma quanti anni hai??
la tua argomentazione trasuda cultura
perchè non vai un pò a studiare?
e magari cerca di imparare anche il rispetto per le opinioni altrui che nella vita non puoi andare avanti a forza di “datte foco”..
devi dare motivazioni plausibili e devi poterle contestualizzare.. così si creano i dibattiti educativi..
ma questo è solo un buon consiglio ad una persona evidentemente non motivata..
Secondo me ha ragione Marina. Il personaggio di Guido non fa altro che sputare su tutto e su tutti per tutto il libro, senza cercare di fare nulla per cambiare ciò che è costretto a vivere. E’ un libro che secondo me insegna solo a criticare e a non cercare “ciò che inferno non è nell’inferno di tutti i giorni” (Calvino). La prima parte del libro vorrebbe forse passare per un romanzo di formazione, ma il ritmo narrativo è eccessivamente accelerato, e i tipici temi adolescenziali sono trattati in maniera superficiale o saltati. Tutto il libro è orrendamente appesantito da un buon centinaio di polisindeti che non aggiungono niente di particolare al testo, ma stringono solo lo stomaco.
Non essendo un critico letterario non posso permettermi di valutare la qualità del lavoro dello scrittore, ma sicuramente il libro non è tra i miei preferiti.
Anche io lo trovo molto poco interessante..Guido mi sembra un personaggio egoista e soprattutto non con i piedi per terra. Fantastica, crea, immagina…vorrebbe vivere in un mondo adatto soltanto a lui! Non pensando che tutto ciò che vorrebbe non è concretamente fattbile. Se si vogliono fare progetti, lo si deve fare avendo consapevolezza della realtà. Mah…
io sono perfettamente d’accordo ke Guido è un disadattato, ke sputa su quello ke trova, ke disprezza.. e lo adoro proprio per questo.. Guido sogna, disprezza, cerca, non si accontenta e odia chi si vende e si accontenta di quello che per lui e la mediocrità della vita di ogni giorno. e poi muore come è vissuto, d’istinto.. muore dopo aver provato a stare fuori da un mondo ke ha odiato e dopo aver provato a entrarci in quel mondo, dopo essersi venduto con il film sul suo libro, dopo aver visto che la mediocrità non fa per lui, ma nemmeno la grandezza.
io adoro questo libro proprio perké Guido è fuori dal mondo..
io ho letto questo libro un po’ di tempo fa. Probabilmente non mi sarebbe mai staltato alla testa di prelevarlo dai polverosi scaffali della libreria e di iniziare a leggero, eppure sono contenta che mia sorella mia abbia costretto a leggerlo. Rimane senza dubbio uno dei miei libri preferiti. A me piace forse troppo il perdonaggio di Guido, sicuramente ne risente la mia inflenza personale che mi fa ammirare lui come una persona unica.. in tutti i casi; che piaccia o non piaccia Guido, si deve apprezzare il libro per come ci fa riflettere e pensare
ciò che mi è piaciuto di questo libro non è la storia in sè, ma il modo in cui l’io narrante descrive ciò che accade intorno lui, ho adorato il modo con cui De Carlo ha usato la macchina da scrivere, quasi pennellando le situazioni. Per ciò ho adorato maggiormente i primi 2/3 del libro, perchè verso la fine questo è venuto un po’ a mancare prendendo più forza il racconto, che negli ultimi capitoli perde un po’.
affascinante–_______
Stupendo. Un libro che parla dei sogni dei giovani, delle illusioni e della capacità di distinguere il possibile dall’impossibile, per quanto all’inizio tutto possa sembrare possibilità.
Così come Mario inizialmente si lascia trascinare da Guido, alla fine è lui quello che riesce a Realizzare verametne cosa vuol dire VIVERE, nutrito da utopie e sogni.
Stupendo.
Concordo pienamente con Elena. Nulla a aggiungere. Guido è troppo presuntuoso e incapace di vivere (cm dice martina). Proprio per questo preferisco il personaggio di mario. Per il resto, il libro, a mo parare, non è così affascinante..è monotono…sempre gli stessi sogni irrealizzabili, i soliti discorsi da superuomo.. Perchè nn cerca di svegliarsi Guido piuttosto? E fare qualcosa di SERIAMENTE concreto??
li bro stupendo…io non amo molto leggere…xò ringrazio la prof d’italiano per avermelo fatto leggere…amo qst libro e mi ha insegnato tanto…addirittura mi ha fatto piangere…lo consiglio a tutti…complimeti a Andrea De Carlo…
Questo libro è forse il più bello di Andrea De Carlo.Oltre a raccontare la storia di questa Amicizia che rimane intatta nonostante mille traversie, è anche un affresco ben curato degli anni ‘70 che aiuta noi che non c’eravamo, a capire meglio un periodo così oscuro e turbolento per il nostro paese.
io lo trovo interessantissimo..lo adoro,adoro Guido il suo modo di fare, la sua forza di volontà insomma lo ammiro tantissimo vorrei avere solo un pò del suo coraggio per uscire fuori dal cerchio k ci hanno disegnato ed iniziare a camminare da sola senza preoccupazioni
è uno dei miei libri preferiti, l’ho letto a 16 anni,in pochissimi giorni, e le avventure di mario e guido mi hanno preso sempre più. è stato il primo libro di de carlo che ho letto, ho provato con gli altri ma li ho trovati nettamente inferiori a questo.
posso dire che questo libro l’ho letto perchè il ragazzino che mi piaceva lo leggeva e quindi per trovare qualcosa da dirgli l’ho letto! mi ha aperto il mondo De Carlo! E’ vero quello che dite che Guido è uno che sputa sentenze ,senza piedi per terra ,ma ha anche il coraggio di sognare ,di vivere fuori dal coro ,con la sua testa ed è questo che rende tanto interessantre il libro secondo me.
mi è piacuito tantissimooo… como diceva una ragazza… la seconda parte è stata la migliore!!!grande Andre de Carlo
ho letto il libro e l’ho trovato molto bello.
nn capisco i commenti negativi, nn perchè nn li rispetto, ma perchè io penso che è sbagliato criticare un libro perchè presenta personaggi sconfitti o poco affascinanti!
nn possiamo godere esclusivamente della rassicurante immedesimazione in un supereroe che nonostantetuttoallafinecelafasempre.
guido e mario sono antieroi. hanno grosse mancanze e debolezze solo in parte giustificabili.
ma proprio per questo lottano a volte con successo altre no per colmare questi vuoti individuali, morali, sociali.
come del resto la maggior parte di noi.
Secondo me per realizzare qlcs nella vita nn c’è bisogno di avere un lavoro ben pagato. ci sn molti modi di sentirsi realizzati. Anche se soltanto un libro, che tra l’altro si rifà a una storia vera, il protagonista si è deciso a prendere la sorte del suo destino nelle proprie mani e cercare di fare qlcs che veramente gli piace. ( tralasciando le trasgressioni riguardanti le droghe o gli incontri di una notte)
un modo come un altro per scoprire un grande scrittore. io l’ho letto due estati fa; un grandissimo libro. in un certo senso ti apre gli occhi su quelli che erano gli anni ‘60 e ‘70.
ho letto questo libro su consiglio della prof di italiano. Credo che avessi fatto meglio a scegliermi da sola un titolo. la prima parte del racconto procede con un ritmo lentissimo e monotono. ho trovato il romanzo molto ripetitivo e con un finale, a mio avviso scontato. Non sono riuscita ad immergermi profondamente nella lettura perchè non ho trovato nessun personaggio che poteva adattarsi alla mia personalità. sicuramente è più accattivante la seconda parte rispetto alla prima anche se nè Guido nè Mario mi hanno entusiasmata. Guido è il tipico uomo menefreghista, dannato e indeciso..e Mario, che a mio avviso nella seconda parte è più interessante rispetto alla prima, è succube di un amico che avrebbe già dovuto liquidare da tempo…
La rincorsa costante di un’utopia mediante strade diverse…
Un po’ pesante in certi tratti, ma secondo me da leggere.
Ciao
Mi sono ritrovato molto in questo libro nei suoi personaggi e nelle sue atmosfere.
Indubbiamente all’inizio si fatica un pò ad andare avanti ma credo che sia fatto quasi di proposito.
Ma quando i personaggi incominciano a crescere il libro diventa davvero avvincente.
I personaggi sono molto “estremi” nel loro modo di rapportarsi con il mondo,ma affascinanti
Secondo me de carlo scrive proprio bene