
Il giovane Holden Caulfield, espulso dal prestigioso istituto Pencey di Agerstown in Pennsylvania per scarso rendimento, decide di prendersi qualche giorno di libertà, prima che i genitori vengano a sapere dell’ennesimo fiasco scolastico. Ha sedici anni, i suoi voti sono pessimi tranne in inglese, sua materia preferita. Non ha nulla da condividere né con i compagni, né con i professori; il suo rapporto con gli altri è sempre problematico, conflittuale. Simula indifferenza perché pensa di suscitare indifferenza. E’ intelligente e acuto, ma non sopporta il mondo bigotto, arrivista e classista che lo circonda. Si rifiuta perciò di vivere nel mondo che crede convenzionale e conformista, falso ed ipocrita. Un enorme disagio lo pervade; non c’è niente che gli piaccia, non c’è niente che abbia senso fare. La sua è una ribellione profonda così come profondo è l’affetto per la deliziosa e saggia sorella minore Phoebe e per il fratello Allie, morto qualche anno prima di leucemia. I giorni che Holden decide di trascorrere a New York, prima del suo ritorno a casa, sono tristi e duri. Si ubriaca, fuma più del solito, vaga senza punti di riferimento e senza meta. Forse unico vero rifugio è proprio la sorellina e il suo mondo infantile. Ed è proprio Phoebe che lo pone davanti alla realtà: “ A te non ti piace niente di quello che succede” gli dice. E quando Holden cerca di ribattere è ancora Phoebe che lo scuote: “Non ti piace nessuna scuola. Non ti piacciono un milione di cose. Non ti piace”. Ma Holden, che inizialmente non riesce a concentrarsi su cosa in effetti gli piace, alla fine trova una risposta…
Questo racconto è stato scritto negli anni cinquanta e per l’epoca fu veramente sbalorditivo per linguaggio e stile. A distanza di più di cinquant’anni è incredibilmente attuale e moderno. Perbenismo, ipocrisia e falsità continuano a circondare molti di noi, adolescenti e non. Alcuni ne restano invischiati, ma altri, per fortuna o per intelligenza, o per entrambe le cose, riescono a guardare oltre e a vedere e vivere quanto di buono c’è…
Mi piace concludere con una frase di Holden: “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.”
Il giovane Holden è per me uno di questi libri.
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Comments
Tu anche peggio, donnina superficiale!
Ciao comunque mi sei stata davvero d’aiuto…..se posso vorrei chiederti un consiglio,in pratica avrei da leggere la triologia di Italo Calvino ,che ne pensi?
Ciao a tutti, prima di tutto grazie per questi commenti. Per me questo e’ un libro principale, il pessimismo del ragazzo e il suo bisogno di qualcosa che non finisce. Cerca qualcosa fuori da questo mondo, e vuole scappare per trovarlo. La mia personaggia preferita e’ Pheobe, che ammentte, e riconosce il pessimismo del fratello, e lo sveglia alla realta. Per me le persone che mi letteralmente ‘svegliano’ alla realta sono le migliori, mi volgiono piu bene. L’unica cosa, e’ che io una 15 enne, che ho vissuto in America per 10 anni, New York 5 anni, ero molto eccitata a sapere che cosa avrebbe detto Salinger sulle anatre a Central Park. Io tutte le volte che ci andavo con mio babbo, mia mamma, le guardavo, ci giocavo, e non ho mai pensato a questa domanda, di dove vanno a finire durante l’inverno. Alla fine Salinger ha perso la voglia, l’entusiasmo che aveva all’inizio. Questo libro ha delle idea sulla vita sbagliate, ma sono quelle che nella realta’ sono considerate importanti da un giovane.
Leggetelo questo libro, anche perche Holden giudica tutto, cosa che dobbiamo fare anche noi, e anch’io mi sento come Holden quando leggo un libro, esp. questo. Vorrei chiamare Salinger e dire ‘O!!!! ma dove sono finite quelle anatre????”
Ciao, Marta
Un’altra cosa:
Alessandra, numero 54: ecco cosa dicevo su Phoebe, diventa il personaggio chiave. Anche noi per svegliarci a questo abbiamo bisogno di una come lei. Grazie Alessandra!
Marta
grazie milleee avevo letto questo libro ma da tanto e per domani dovevo fare la recensioneee mi hai salvato letterlamente la vitaa =)
Grazie x la recensione,lunedi ho la verifica e so che devo fare il riasuno in una delle domande grazie ora so cosa scrivere!
ciao, ho letto tutti i vostri commenti e vi ringrazio perchè mi sono stati davvero molto utili per la stesura della recensione che dovrò presentare a scuola. Anche a me, come a molti di voi, è piaciuto molto il libro, ciononostante reputo insulsi e ripetitivi fino alla noia alcuni linguaggi usati da Holden, quali “vattelappesca” (che lui solo sa cosa vuol dire!) e i continui “eccetera, eccetera” e “compagnia bella”…
rispondo a Marta del commento numero 83: sai non sei l’unica che vorrebbe sapere da salinger dove siano finite le papere di Central Park!!!
ciaooooooooooooooooo
Un libro che ho letto che potrebbe essere simile a questo è L’isola di Arturo di Elsa Morante (:
ciaoooo domani ho un compito in classe.. e devo fare la recensione di questo libro… che ne dite questa che avete scritto va benee????? però non ho capito l’ultima frasee: il giovane holden è per me uno di questi libri… vi prego rispondetemi…. ciaoo
libri belli?
moonwalk michael jackson
senza titolo
l’estate dei segreti